giovedì 12 luglio 2018

Necessito di ferie

Nel senso che necessiterei di qualche giorno di pausa senza l'ansia di trovarmi al rientro sommersa dagli arretrati, ma questo si sa non sarà possibile per i prossimi.. bhè presumo per il resto della mia vita lavorativa se non deciderò di cambiare lavoro.

Io comunque il week end passato non ho acceso proprio il pc. Mi sono dedicata alla casa, ai bimbi, alla vita sociale e alla montagna.
Ho ricominciato con la mia amata montagna, poca cosa, solo io e i bimbi.
La corsa è ancora in stand by. Tra l'altro il mio giovedì con due ore libere a disposizione ha preso il volo, quindi mi resta la piscina del lunedì, il sabato e la domenica.
Vedremo che riuscirò a combinare.

A fine mese avrò ben due giorni liberi, nel senso che il non marito andrà in montagna con i bimbi e io sarò sola.

Non ho molto altro da dire in realtà. Qui le brutte notizie continuano ad arrivare copiose. Non capisco se sia il mondo che peggiora o se è l'età che porta a dover essere consapevole di certe cose.

Ci tengo a ringraziare quel cuor di leone anonimo che qualche tempo fa scrisse un gran bel commento a questo post. Dopo essermi sentita una nullità per parecchio tempo ho colto l'occasione e ho smesso diminuito le urlate. Brava me, dell'anonimo invece preferisco non dire cosa penso.
In ogni caso, seppur con i miei terribili difetti, non penso di essere così terribile come madre soprattutto perché riconosco i miei difetti, e a forza di lavorarci li limerò a sufficienza.

Io comunque sabato ho un appuntamento importante. Sono abbastanza agitata in realtà, ma insomma, spero di non fare troppe figuracce ;)

sabato 7 luglio 2018

Ho vinto

Si ho partecipato al contest del tiramisù e no non sono arrivata prima, e neanche seconda.
Ma ho partecipato.
Mi sono presentata li con le mie ciotole e le mie cicciositá rimediando anche un "sei tu quella incinta".
Non ero neppure troppo agitata.
Mi sono messa un grembiule che mi faceva ancora più ciccia e ho incastrato i miei non poco numerosi capelli sotto un orribile cappello.
Ho parlato in un microfono davanti mezza città, i giornalisti e la tv. Ho fatto del mio meglio facendo una cosa davanti a tanta gente. No, non ho portato a casa l'accesso alla finale, e sinceramente non credo ci sarei andata, ma ho vinto perché ho superato i miei limiti una volta in più e questa per me è stata la vittoria più grande.
Ora devo solo smaltire il mal di testa.

giovedì 5 luglio 2018

Capita

Capita di aver voglia di correre a casa, nascondersi sotto le coperte e aspettare che passi.

sabato 30 giugno 2018

Capitolo chiuso

Il grande ha finito la scuola dell'infanzia.
Venerdì era l'ultimo giorno e è stato accompagnato da calde lacrime
Le mie nel salutare la sua insegnante, e le sue, a sera inoltrata quando è andato in paranoia pensando di non rivedere più le sue maestre.

Che dire, mi sto proprio rammollendo
Io che sono famosa per il mio cinismo inizio a commuovermi per qualsiasi cosa. Sarà l'età, sarà la stanchezza o gli avvenimenti dell'ultimo anno, ma qui restare freddi e impassibili è sempre più difficile.
Sono stati tre anni molto belli, soprattutto grazie al fatto che abbiamo trovato una splendida educatrice. Alla prima esperienza, ma ce ne fossero.

E a settembre si parte con la scuola, e speriamo vada altrettanto bene

giovedì 28 giugno 2018

Come trasformarsi da ragazzina sociopatica e timida a mamma quasi normale

Ho questo post in testa da tantissimo tempo, ora vediamo se mi esce bene o na schifezza, che io penso sempre di avere un sacco di cose da dire e poi quando scrivo mi blocco, oppure penso di scrivere due righe e poi butto fuori un poema, ma quello di solito succede se scrivo di sera.

Io da piccola ero asociale, ma soprattutto timida.
Mi ricordo un episodio su tutti
Festa nel paesino dei nonni
Giochi organizzati per i bambini
Io in lacrime in braccio a mia madre e l'animatore che tenta di convincermi ad andare.

Con gli anni non è che le cose siano cambiate molto.
Quando ho iniziato a giocare a pallavolo per me è stata una tragedia, non riuscivo a legare con nessuno, non parlavo con nessuno e giocavo pure male.
Gli anni dell'adolescenza poi sono stati quelli più duri. uscivo con la mia migliore amica e passavo la serata con lei che teneva banco e io che facevo tappezzeria. All'epoca pensavo che passare il sabato sera per locali, magari a prendere freddo e sbevazzare fosse l'unica scelta possibile per una della mia età. Ancora batto la testa al muro pensandoci, perché in realtà sarebbe bastato preferire altre amicizie  o essere un po' più determinata e sicura di me. Ne è prova il fatto che quell'amica li continua a passare le sue serate libere in giro per feste e locali mentre io, bhè io mi diverto con altro.

Con l'età sono un po' alla volta migliorata anche se in situazioni nuove o quando devo conoscere o presentarmi a persone nuove accuso il colpo, con tachicardia e ansia, pertanto evito queste situazioni come la peste

Quando sono rimasta incinta e quando poi è nato il grande però le situazioni "critiche" sono aumentate esponenzialmente. A partire dal corso preparto, alla degenza in ospedale agli incontri al parchetto.
Urgeva quindi un rimedio.
Ora io sono rimasta io, e vado in ansia come prima, ma mi sforzo. Mi sforzo veramente tanto, mi sforzo quando vado alle riunioni di nido/asilo, mi sforzo partecipando alle attività di scuola, mi sforzo facendomi incastrare a cene di lavoro dove piuttosto che andare mi taglierei le vene. E mi sforzo anche di parlare, perché poi il problema di fondo resta quello, riuscire a parlare del nulla con degli sconosciuti o con dei conoscenti.
Nel tempo ho adottato delle piccole tecniche per superare gli enormi ostacoli, inesistenti, che mi trovo davanti.
- Se ci sono i bimbi va già meglio, il grande fino ad un paio di anni fa mi stava attaccato alle gambe per due/tre ore prima di lasciarsi andare, ora è la piccola a farlo, anche se per meno tempo, quindi mentre loro si ambientano lo faccio anche io, e se c'è un genitore di figli piccoli è facile trovare di cosa parlare. Io quindi sfrutto i bimbi, e se la situazione lo permette me li porto proprio perché così mi danno sicurezza
- Cerco di arrivare in anticipo. Per esempio ad un corso cerco di arrivare prima, così posso vedere la sala scegliere il posto e vedere le persone arrivare salutando chi conosco. Se arrivo tardi è il panico, entro, non guardo nessuno e mi siedo alla prima sedia libera senza nessuno a fianco. Non saluto nessuno passando pure per maleducata. Alle feste, pranzi o cene faccio uguale, solitamente conosco chi ci invita quindi arriviamo puntuali (non serve arrivare in anticipo, tanto solitamente gli altri sono sempre in ritardo), prendo le misure dell'ambiente e posso affrontare una persona alla volta man mano che arrivano.
- Cerco di mettermi in situazioni critiche da sola, in modo da farci l'abitudine. Tipo iscrivermi al corso di nuoto in piscina, partecipare alla recita dell'asilo, accettare inviti da conoscenti, invitare conoscenti a pranzo. In questo modo sono preparata a cosa affrontare, l'ansia è sempre alle stelle la prima volta, ma la seconda va già meglio e intanto mi alleno a comportarmi da animale sociale.
Devo dire che questi accorgimenti servono, perché qualche nuova amicizia si riesce a fare, perché così i miei bambini saranno un po' più a loro agio in situazioni simili e non andranno nel panico più totale come fa la sottoscritta.

Poi oh, noi siamo sempre quelli che quando c'è veramente troppa gente si defilano in un angolino, ma non si può pretendere troppo.

mercoledì 27 giugno 2018

Basta poco

Mi sono finalmente liberata di un paio di sassolini che mi infastidivano.
Risultato nuova e inesauribile energia.
Mi è addirittura passato il raffreddore e anche l'otite sembra essere quasi un lontano ricordo.
Non credevo di somatizzare così tanto le situazioni che mi provocano ansia. Ora che lo so, però, provvederò a non trovarmi più in una situazione simile.
Tanto che penso di riuscire a finire un lavoro entro inizio settimana prossima,
Ora questa è la priorità
Finito questo prenderò in mano il resto e la casa che per più di una settimana verrà completamente abbandonata a se stessa.

lunedì 25 giugno 2018

È che

È che passare il fine settimana a lavorare è una palla assurda ma almeno se hai mal di testa o ti si chiudono gli occhi prendi bimbi e bici e vai a berti il caffè al bar

È che oggi fatico a stare sveglia

È che io sono preoccupata, ma seriamente per questo governo che fomenta l'odio e rende legittimi pensieri discutibili

È che è l'ultima settimana di asilo e poi c'è il grande da sistemare

È che ancora non ho avvertito che io ad agosto il pc lo spegnerò alle 13, almeno quello dell'ufficio

È che odio la casa dove stiamo

È che non riesco, non dico a concludere, ma nemmeno a cominciare una pratica che sta diventando sempre più urgente

È che non riesco ad andare a correre perché non sto bene, e il peso aumenta oltre il limite accettabile per la salute

È che non sono stanca ma avrei bisogno del tempo giusto per fare le cose.

Oggi va così, scusate