Sto spulciando un nuovo blog. E leggo altri post in giro, e parlo con le persone.
E sapete cosa
Che io no, devo dirvelo, non mi sento per nulla in colpa.
Non mi sento in colpa perché lavoro 13 ora al giorno, non mi sento in colpa se una sera esco con gli amici, non mi sento in colpa se esco a cena con gli amici e mi porto i bimbi perché non ho alternative. Loro passano due ore a cena con gli adulti e non si sono mai lamentati, anzi spesso è il grande a mantenere viva la conversazione.
Non mi sento in colpa se i miei figli passano un'ora e mezza a settimana con i nonni mentre io vado in piscina.
Non mi sento in colpa se vado a correre e lascio i figli con la persona che gli ha fornito l'altra metà del dna
Non mi sento in colpa se la mattina non sono io a preparargli la colazione, svegliarli e portarli all'asilo.
Non mi sento in colpa per il semplice fatto che io faccio tutto ciò che mi è possibile per loro, ma anche per me. Perché non sono solo una mamma, perché non ho perso il diritto di essere una donna al primo test di gravidanza.
Perché gli dedico tutto il tempo possibile, ma il tempo che passo con loro voglio esserci sul serio, e per esserci sul serio devo essere serena, e dedicarmi del tempo mi rende serena. Pensare costantemente alla pratica che scade due giorni dopo non mi fa passare in tranquillità un pomeriggio con loro.
E' vero, non gioco molto con loro, non so fare le costruzioni e non so giocare con le macchinine, ma so colorare, so fare le voci, so parlare un'altra lingua per finta, so leggere bene le storie, li porto a fare giri in bici, li porto a fare passeggiate, a vedere spettacoli, a manifestazioni sportive, mostre locali, letture. Leggo con e per loro e cerco il più possibile di rispondere alle loro domande in modo esaustivo.
Non li assillo per non sporcarsi per non buttarsi in mezzo al prato o per non tornare a casa con le scarpe ripiene di sabbia.
Li coinvolgo il più possibile nella vita quotidiana, non li smollo per andare al supermercato o in posta o per fare commissioni. Anche se l'ho fatto, quando erano più piccoli a volte il solo pensiero di dover girare con loro mi faceva venire da piangere, ma non perché loro siano terribili ma perché quello era il mio momento, ora i miei momenti sono piscina e corsa, se questi appuntamenti non saltano io posso affrontare qualsiasi cosa.
Da lunedì non faccio attività fisica e ho gli ormoni in subbuglio, stasera c'era una riunione al nido e ancora sbatterei la testa al muro per quante parolacce ho detto senza nemmeno rendermi conto.
Mi sento in colpa con i nonni quando lascio loro i bambini, ma solo perché non dimostrano grande entusiasmo nel passare del tempo con loro. Mia figlia ha detto al nido di non avere i nonni, quindi direi che il livello volontario di partecipazione è piuttosto limitato
Mi sento in colpa quando preferisco dormire piuttosto che leggere un libro a loro o quando mi addormento dopo 5 minuti dall'inizio del film e mi risveglio 3 ore dopo con un figlio per parte e il pc in stand by
E credo anche che tutte le mamme che proclamano sensi di colpa lo facciano perché è giusto così, perché la società lo impone, perché è così che una madre dovrebbe sentirsi, sempre inadeguata, sbagliata e mai abbastanza.
Ma non è giusto. Partorire non significa votarsi al sacrificio perché tanto un loro sorriso ci ripaga di tutto. E soprattutto i sacrifici se son da fare si fanno in due.
Certo la loro felicità vale tutto, ma loro non saranno felici con genitori tristi.
Quindi mamme vi prego, lasciate i sensi di colpa a qualcun altro
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giovedì 21 giugno 2018
mercoledì 4 ottobre 2017
Le mamme non sono meglio degli altri
Vorrei rivelarvi un segreto.
Tutte le persone, chi più chi meno, ha una vita impegnata, orari e appuntamenti da incastrare, tante volte un lavoro, spesso delle passioni, degli amici e una famiglia.
Magari i figli complicano un po' le cose ma questo non rende le mamme dei supereroi.
Con il parto non ci viene dato in dotazione il mantello di wonder woman, e nemmeno una croce del martirio.
Quindi si, per il solo fatto di aver partorito siamo delle gran fighe, ma non siamo migliori di altre donne o uomini che popolano la terra.
Si fa un gran parlare di quanto fanno le mamme, e cosa devono sopportare, e lo stress, e gli integratori per affrontare tutto e arrivare ovunque, e tanto si osannano quanto si condannano. E ormai credo sia nato un vero fenomeno di "esaltazione madri"
La maternità non è una cosa ECCEZIONALE ma NORMALE.
Quindi quando ci alziamo la mattina non pensiamo che ci sia tutto dovuto perché nella camera a fianco ci sono dei piccoli marmocchi che ci somigliano.
Tutti siamo impegnati, solo, scegliamo priorità diverse.
Tutte le persone, chi più chi meno, ha una vita impegnata, orari e appuntamenti da incastrare, tante volte un lavoro, spesso delle passioni, degli amici e una famiglia.
Magari i figli complicano un po' le cose ma questo non rende le mamme dei supereroi.
Con il parto non ci viene dato in dotazione il mantello di wonder woman, e nemmeno una croce del martirio.
Quindi si, per il solo fatto di aver partorito siamo delle gran fighe, ma non siamo migliori di altre donne o uomini che popolano la terra.
Si fa un gran parlare di quanto fanno le mamme, e cosa devono sopportare, e lo stress, e gli integratori per affrontare tutto e arrivare ovunque, e tanto si osannano quanto si condannano. E ormai credo sia nato un vero fenomeno di "esaltazione madri"
La maternità non è una cosa ECCEZIONALE ma NORMALE.
Quindi quando ci alziamo la mattina non pensiamo che ci sia tutto dovuto perché nella camera a fianco ci sono dei piccoli marmocchi che ci somigliano.
Tutti siamo impegnati, solo, scegliamo priorità diverse.
lunedì 2 ottobre 2017
La libertà delle mamme
Si
è l'ennesimo post che parla della libertà di una mamma di scegliere cosa farne della propria vita lavorativa.
Perché il vero problema sono i condizionamenti sociali, gli sguardi delle altre mamme o semplicemente delle altre persone. Le allusioni velate o meno che ci vengono fatte se lavoriamo o meno e il giudizio delle altre mamme che ci portano a sentirci migliori o peggiori se lavoriamo o se stiamo a casa.
Nelle ultime settimane ho letto questo post e ho invidiato le mamme francesi perché sono libere dal giudizio altrui.
Ho intercettato una conversazione tra mamme in cui la prima teneva tantissimo a dire che fa qualche lavoretto solo la mattina, perché senno con i bimbi come fai, e tu lavori? insegni sempre? - e l'altra si si - ma la mattina quando i bimbi non ci sono - no più che altro pomeriggio e sera.
E sapeva tanto di bisogno di conferma di fare la cosa giusta.
Mi sono sentita chiedere dove fossero i miei figli all'ora di pranzo visto che io e non marito eravamo assieme senza di loro
Mi sono sentita dire - sempre sotto eh - (con il lavoro - nds)
- eh si -
- e i bambini? -
Ma com'è che al non marito non chiedono mai dove sono i bimbi?
- Io mia moglie non l'ho mai fatta lavorare, la famiglia la mantengo io. (che fortuna eh!)
E se da una parte ci sono sguardi di disapprovazione dall'altra ci sono le mamme che si credono delle eroine perché - io sono, io faccio, io ho - tutto loro.
E pure le mamme che stanno a casa e ti dicono "poveri figli che stanno all'asilo"
E pure quelle che tanto a loro va sempre peggio e fanno sempre più fatica degli altri, e poverine.
E in Italia le strutture, e gli aiuti per le mamme lavoratrici sono veramente scarse, ma forse è perché in fondo, la maggioranza crede ancora che il posto delle mamme sia a casa. Che è giusto che lavorino, ma non troppo.
Potrei andare avanti tutto il giorno a scrivere, ma il punto è solo uno e cioè che la vera libertà ci sarà quando si smetterà di puntare il dito contro chiunque, e si smetterà di sentirsi su un piedistallo e/o di auto martirizzarsi per le proprie scelte, libere o meno libere.
è l'ennesimo post che parla della libertà di una mamma di scegliere cosa farne della propria vita lavorativa.
Perché il vero problema sono i condizionamenti sociali, gli sguardi delle altre mamme o semplicemente delle altre persone. Le allusioni velate o meno che ci vengono fatte se lavoriamo o meno e il giudizio delle altre mamme che ci portano a sentirci migliori o peggiori se lavoriamo o se stiamo a casa.
Nelle ultime settimane ho letto questo post e ho invidiato le mamme francesi perché sono libere dal giudizio altrui.
Ho intercettato una conversazione tra mamme in cui la prima teneva tantissimo a dire che fa qualche lavoretto solo la mattina, perché senno con i bimbi come fai, e tu lavori? insegni sempre? - e l'altra si si - ma la mattina quando i bimbi non ci sono - no più che altro pomeriggio e sera.
E sapeva tanto di bisogno di conferma di fare la cosa giusta.
Mi sono sentita chiedere dove fossero i miei figli all'ora di pranzo visto che io e non marito eravamo assieme senza di loro
Mi sono sentita dire - sempre sotto eh - (con il lavoro - nds)
- eh si -
- e i bambini? -
Ma com'è che al non marito non chiedono mai dove sono i bimbi?
- Io mia moglie non l'ho mai fatta lavorare, la famiglia la mantengo io. (che fortuna eh!)
E se da una parte ci sono sguardi di disapprovazione dall'altra ci sono le mamme che si credono delle eroine perché - io sono, io faccio, io ho - tutto loro.
E pure le mamme che stanno a casa e ti dicono "poveri figli che stanno all'asilo"
E pure quelle che tanto a loro va sempre peggio e fanno sempre più fatica degli altri, e poverine.
E in Italia le strutture, e gli aiuti per le mamme lavoratrici sono veramente scarse, ma forse è perché in fondo, la maggioranza crede ancora che il posto delle mamme sia a casa. Che è giusto che lavorino, ma non troppo.
Potrei andare avanti tutto il giorno a scrivere, ma il punto è solo uno e cioè che la vera libertà ci sarà quando si smetterà di puntare il dito contro chiunque, e si smetterà di sentirsi su un piedistallo e/o di auto martirizzarsi per le proprie scelte, libere o meno libere.
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